Prima di Ronaldo fu…Ronaldo

In queste ultime settimane si è parlato moto del trasferimento di Cristiano Ronaldo alla Juventus, dei numeri da capogiro che questa operazione ha generato.

Sponsor, brand, agenti , presidenti e testate giornalistiche , si sono mossi praticamente tutti.

Il numero di brand che si legano al fenomeno portoghese sono davvero tanti , i dati resi pubblici dal portale SportCal, ci aiutano a capire quanto davvero possa valere un atleta, che viaggia spedito sui campi di calcio e sui social.

  • Abbott Laboratories (Farmaceutica – 0,5 milioni di dollari p/a)

  • Altice (Telecomunicazioni)

  • American Tourister (Accessori da viaggio – 0,4 milioni di dollari p/a)

  • Banco Espirito Santo (Banca)

  • Clear Shampoo (Cura del corpo – 0,5 milioni di dollari p/a)

  • Egyptian Steel (Industria)

  • Emirates Airlines (Trasporti aerei)

  • Exness (Consulenze finanziarie – 0,5 milioni di dollari p/a)

  • HerbaLife (Alimentazione Sportiva – 0,5 milioni di dollari p/a)

  • JBS (Abbigliamento – 0,5 milioni di dollari p/a)

  • MTG (Farmaceutica)

  • Nike (Abbigliamento Sportivo – ca 30 milioni di dollari p/a)

  • PanzerGlass (Accessori telefonia – 0,5 milioni di dollari p/a)

  • PokerStars.com (Scommesse Online – 0,5 milioni di dollari p/a)

  • Samsung (Elettronica)

  • Soccerade (Bevande Energetiche)

  • Smaash Entertainment (Scommesse Online – 0,5 milioni di dollari p/a)

  • Sportlobster (Sito web)

  • TAG Heuer (Orologi – 1 milione di dollari p/a)

  • Toyota (Automobili)

  • XTrade (Servizi finanziari

Il processo evolutivo del marketing sportivo, cominciato negli anni ’90 , ha portato ad interagire e legare gli stessi sponsor a società ed atleti. Ma prima di Ronaldo fu un altro Ronaldo il “fenomeno”  ad introdurre collaborazioni tra le parti coinvolte, attraverso un’operazione di co-marketing.

Già perché il brasiliano all’epoca era legato al Barcellona da una clausola rescissoria esorbitante, cifre che nessun club al mondo avrebbe mai potuto sostenere, ma questo non scoraggiò l’Inter, che puntando sulla collaborazione con  Nike, Pirelli, Winterthur e la Banca Antonveneta, riuscì nell’intento di portare Ronaldo a Milano.

Tutte le aziende ed i brand coinvolti avevano contribuito economicamente alla riuscita del trasferimento, ma perchè?

Semplice ognuno di essi perseguiva un obiettivo che sarebbero stati certi di raggiungere attraverso quell’affare.

Il 20 Giugno del 1997  Ronaldo Luís Nazário de Lima divenne a tutti gli effetti un giocatore del Football Club Internazionale Milano.

Nel primo anno del Fenomeno  in neroazzurro, la società portò a casa la Coppa Europea, un secondo posto in serie A, un record assoluto di vendita abbonamenti con cifre che si aggiravano attorno ai 47.630 vendite, per non parlare del merchandising, oltre 15 mila magliette vendute.

Il co-marketing sportivo è senza alcun dubbio uno strumento che mette in moto numerose leve e numerosi obiettivi, tutti perseguibili attraverso strategie, che abbiano però un rientro in termini numerici,  soprattutto economici alle parti interessate.

Keep Calm and co-marcketing

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