Champagne for my players!

Perché dovremmo tifare Gravina?
Di certo avrebbero potuto ridimensionare le pretese di vittoria, se al tifoso prometti risultati positivi, in qualche modo dovrai pur farlo!
Magari sul sito web avrebbero potuto scrivere “con noi, per continuare a sognare” e non “ con noi per vincere”.
Ma scorrendo la pagina, si giunge ad una frase il cui posto nel layout del sito, meriterebbe ben altra rilevanza, “Una Passione”.

Ecco è forse questo il motivo per cui dovremmo continuare a tifare Gravina?
Un inizio di stagione tormentata, Gianluca Vialli in un’intervista del 2016, quando fu coinvolto nella stagione Sky di “Squadre da incubo” disse “…la passione per il calcio è la vera protagonista, non i soldi!”

Non è la passione dei tifosi ad essersi assopita, non lo è nemmeno quella della società, se però magari con tre sconfitte consecutive ed un pareggio tra le mure di casa, uno di loro decidesse di non mandare da solo, ancora una volta, in conferenza stampa l’allenatore, non la vedremmo come un’idea da scartare.

Allora chi è venuto meno alla passione?
6 anni fa, questa città aveva una nuova squadra di calcio, tutta nuova anche nel nome.
6 anni felici, dall’eccellenza alla serie D.
6 anni di genuina e autentica Passione.

In quello che continuo ad apprendere nello studio del marketing sportivo, c’è una nozione che a mio parere si evolve a seconda degli scenari e che si nutre di nuovi contenuti sentimentali, il tifo va di pari passo con i risultati sportivi.
Si, se il risultato fosse positivo saremmo tutti più felici, se viceversa ciò non accadesse, sarebbe la tristezza e il malumore a farla da padrone.

Ma il tifoso è cambiato, le barriere virtuali che lo tenevano separato dalla squadra, sono venute meno.
I social ci permettono di comunicare quasi direttamente con gli atleti, di scoprire come si allenano e come trascorrono la settimana e i giorni che precedono il match.
Allora, nelle piccole realtà come la nostra, il tifo non va di pari passo con i risultati, ma l’impegno, la determinazione, l’attaccamento alla maglia, la Passione, quella si!

Venti anni fa, non c’erano tribune, il verde del manto erboso era solo un colore che se ti andava bene lo vedevi in trasferta da qualche parte della Puglia, i tifosi erano pochi, ma tanta era la passione degli undici in campo.

Com’era il calcio gravinese di allora, cosa spingeva i giocatori a scendere in campo, posizionare la palla al centro della terra battuta e lottare per vincere la partita?

Enzo Patella ex calciatore del Gravina, ha macinato chilometri nel campo che un tempo fu ghiaia ed oggi erba sintetica, mi racconta di come quasi 20 anni fa, la metà della rosa, fosse composta da ragazzi di Gravina, e che la passione per quella maglia fosse frutto di una connessione tra la squadra e i tifosi. Il loro rapporto non si riduceva ai novanta minuti di gioco, andava ben oltre. Una relazione fatta di reciproco rispetto e di determinazione, trasmessa da tifoso a giocatore.

I calciatori non dovrebbero arrendersi a metà stagione, ma continuare a credere che tutto sia possibile, in fondo questo articolo prende il titolo da un’esclamazione “champagne for my player”!  A dirlo è stato Claudio Ranieri, in una divertente quanto animata conferenza stampa, quando tutti, ad inizio stagione, lo davano per spacciato alla guida del Leicester.
Già il Leicester, una piccola squadra inglese, che vinse la Premier League, il campionato più difficile al mondo, dopo 132 anni di storia del club. Ranieri, incurante delle statistiche, di chi purtroppo come per il Gravina proiettava il team in serie minori, al termine della stagione pronunciò queste splendide e indelebili parole, portando da vincitore, la coppa in conferenza stampa.

Allora perché continuare a tifare Gravina?
Per trasmettere la passione che accomuna ogni singolo tifoso di questa città che ama lo sport e il calcio, all’intera squadra, agli uomini che scendendo in campo e indossando quella maglia, continueranno a farci urlare, ancora una volta, GOOOL!

Perché ricalcando la definizione del periodico sportivo statunitense Sports Illustrated, a riguardo del documentario sulla squadra di calcio inglese Sunderland,

“….questo è un racconto fatto di emozioni crude, un esempio di cosa significhi non solo tifare una squadra, ma dipendere emotivamente da essa”.

 

foto: mediagol.it – fbcgravina.it – facebook.com/FootballClubGravina

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